SACERDOTESSA DI ARTEMIDE
FONTE
la sacerdotessa di iside
SACERDOTESSA DI ARTEMIDE
Ora, Maria Maddalena è conosciuta come la peccatrice redenta che fu la prima a vedere Cristo dopo la sua Resurrezione. Attraverso la sua redenzione dal peccato e della sua unica conoscenza del Cristo Risorto, fu considerata dagli iniziati occulti del Medio Evo come una medium della rivelazione segreta. Questi iniziati attribuirono alla Maddalena il simbolo cosmico del pianeta Venere. Ancora la “Legenda Aurea” dice:
“Il suo cognome è Magdala, il nome di un Castello, e nacque da nobile lignaggio ed i suoi parenti discendevano dal lignaggio dei Re. Suo padre era chiamato Cyrus e sua madre Eucharis. Maria, con suo fratello Lazzaro e sua sorella Marta possedevano il Castello di Magdalo, che si trovava a due miglia dalla località dove in seguito sorse
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Nazareth, il Castello di Betania, che si trovava prossimo a Gerusalemme ed una gran parte della città di Gerusalemme. Essi si dipartirono tutte queste proprietà.”
Precedentemente, il Castello di Migdal, o Magdala, fu il “Villaggio delle Colombe” e c’è qualche evidenza che colombe sacrificali fossero infatti allevate in questo luogo, in quanto l’animale era considerato il sacro simbolo di Astarte.
Continua David Wood, in Genesis: “Di fatto, lei fu anche alta sacerdotessa del Tempio di Ishtar di Magdala, e come tale sarebbe stata la custode delle sacre colombe. Inoltre, Maria era una Beniaminita, la tribù che fu ostracizzata a causa della loro discendenza da Caino. Così anche fu Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone.”
Baigent, Leigh e Lincoln, nel loro “The Holy Blood and the Holy Grail” sostengono che la Maddalena non è, in nessun brano di nessun Vangelo, considerata una prostituta.
Nel vangelo di Luca si parla di una donna, la cui identità è generalmente attribuita alla Maddalena ma non è invece specificata dall’autore del testo. Si scrive che da questa donna “uscirono sette demoni”, e ciò è, ancora generalmente, attribuito ad una specie di esorcismo operato da Gesù, implicando con questo che la povera disgraziata fosse “posseduta”. Riteniamo del tutto improbabile che la donna citata dal presunto evangelista Luca fosse effettivamente Maria di Magdala, Principessa e Sacerdotessa del Tempio di Astarte, ma può effettivamente riferirsi ad un qualche genere di rituale di guarigione o iniziazione interno alla scuola essena del Battista. Il culto di Ishtar o Astarte, la Dea Madre e “Regina del Paradiso”, implicava un’iniziazione in sette fasi (i sette veli).
Il Collegio delle Vergini, il convento delle sacerdotesse di Ashera, è derivato da molte sorgenti. Merlin Stone scrive nel suo “Quando Dio era una Donna”:
“Durante i tempi biblici, esisteva ancora il costume per molte donne, come era stato da migliaia di anni prima in Sumer, Babilonia e Canaan, di vivere all’interno del complesso del tempio, nei tempi primitivi, il vero cuore della comunità. Si sa che i templi possedevano terra agricola ed allevamenti di animali domestici, tenevano la registrazione culturale ed economica e generalmente sembrano aver funzionato come l’ufficio di controllo della società”.
Vi sono due testi apocrifi, il Vangelo di Maria ritrovato nel 1896, ed il Vangelo di Filippo, ritrovato nel 1945 tra i testi di Nag Hammadi, che contengono delle note interessanti. Un passaggio di Filippo descrive Maddalena come la compagna di Gesù che egli bacia sulla bocca. Gli altri discepoli chiedono:”perché ama lei più di tutti noi?”.
E’ comunque evidente che Maddalena fosse discepola di Giovanni il Battista, prima di esserlo eventualmente di Gesù, come del resto Gesù stesso lo fu, prima di iniziare il suo ministero. Appare quindi evidente che la dottrina del Battista fosse un’espressione, forse la massima per quel tempo, dei culti praticati anche nel tempio di Magdala, dedicati alla dea Astarte, la Dea Madre degli antichi culti d’Oriente, di cui quasi sicuramente, Maddalena era la prima sacerdotessa e tenutaria delle sacre Colombe.
Il Vangelo di Maria, frammenti di un testo copto appartenente al Codice Akhmim del III secolo d.C., esalta la saggezza spirituale di Maddalena e la sua vicinanza a Gesù. Ma poco importò ai Padri della Chiesa, che divisero la tradizione tra ortodossia ed eresia, associarono l’ortodossia a Maria la Madre di Gesù, e l’eresia a Maddalena, che
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era eventualmente solo un apostolo ma, nonostante tutto, preferirono metterla da parte come una prostituta, togliendole ogni autorità spirituale.
La leggenda di Almah Mari, o la Vergine Maria è raccontata nel “Protovangelo”. Secondo quanto detto il nome Almah significa fanciulla o giovane donna, ma è ugualmente tradotto come vergine.
Mentre, secondo la Walker, il significato di Magdala è: “luogo alto o Tempio; nel triplo palazzo di Erode in Gerusalemme, il santuario di Regina Mariamna. Così Miriam di Magdala (Maria Maddalena) era regina ella stessa o un’alta sacerdotessa, rappresentante o personificante la Dea Mari”. La Walker afferma:”Mari fu il più antico nome della dea grande madre”.
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