Storia in Pillole
FONTE
” il velo di Iside”
La Chiesa fu tollerante fino a che costituì una minoranza, a cui si contrapponeva una maggioranza costituita dalle innumerevoli tradizioni di antico Paganesimo europeo, medio-orientale ed africano.
In questo periodo i Cristiani fornirono innumerevoli dimostrazioni della loro bontà. “Sono anche longanimi - ritiene Aristide - e poiché sanno che quelli (i pagani) sono nell’errore, si lasciano battere da loro, li sopportano e li tollerano, anzi ancora di più, li trattano con indulgenza, come persone prive della retta conoscenza”.
Ma non appena lo Stato privilegiò il Cristianesimo, l’esortazione alla tolleranza e alla libertà religiosa cessarono e, in generale, l’atteggiamento dei Cristiani rispetto ai pagani mutò radicalmente.
Dopo l’anno 300, lo storiografo della chiesa Eusebio afferma: “Perciò i più grandi di tutti, gli imperatori, nella consapevolezza della dignità ricevuta, ora sputano, cosa mai avvenuta prima, sugli idoli, calpestano le illegali leggi dei demoni, irridono l’antico vaneggiamento ereditato dai padri”.
Anche il Mitraismo, uno dei culti più diffusi a Roma ed in tutto l’Impero Romano, dovette soccombere al divieto degli imperatori cattolici: istigati dalla Chiesa, ancora nel IV secolo i suoi fedeli furono perseguitati dai Cristiani, i suoi templi saccheggiati, i suoi sacerdoti assassinati e sepolti nei sacrari rasi al suolo. Fra le rovine del Mitreo di Saalburg è stato ritrovato lo scheletro incatenato del sacerdote pagano, il cui cadavere era stato sepolto in quel luogo per dissacrarlo in perpetuo. A parere di molti studiosi la distruzione di questa religione ebbe successo proprio perché i Cristiani innalzavano le proprie chiese sulle rovine degli antichi luoghi di culto; infatti, secondo un’antica credenza, in questo modo la divinità precedente era, per così dire, resa impotente, o persino annichilita. Una cripta mitraica pressoché intatta si trova, ad esempio, sotto la chiesa di San Clemente in Roma, e l’altare è collocato quasi esattamente sopra quello pagano. La maggior parte dei mitrei, non meno di quaranta (di cui circa una dozzina
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solo a Francoforte), è stata scoperta in Germania, dove il culto di Mitra aveva uno dei suoi più importanti punti di forza.
Nel periodo finale del suo governo, l’imperatore Costantino agì a vari livelli contro il Paganesimo. Proibì la ricostruzione dei templi in rovina e ordinò che venissero abbattuti quelli di Afrodite di Volgata, di Aphaka in Libano, di Eliopoli o di Esculapio in Ege. Impose la chiusura del Serapeion di Alessandria, confiscò i terreni dei templi e preziose statue degli dei, fra cui il simulacro dell’Apollo di Delfi e quello di Cibile di Cizico.
Per la verità, diversi monarchi romani pagani come Nerone, Caracalla o Diocleziano avevano già saccheggiato il patrimonio di alcuni templi, ma ciò che per loro era un diritto, ai Cristiani parve cosa giusta ed accolsero con entusiasmo le ruberie di Costantino.
Nel 341 Costanzo ordinò l’eliminazione totale della superstizione, nel 346 dispose la chiusura immediata di tutti i templi; chi si fosse opposto, sarebbe andato incontro alla morte e il suo patrimonio sarebbe stato sequestrato dal fisco. Nel 356 tutti coloro che avessero sacrificato o venerato gli dei, furono ancora una volta minacciati con la pena di morte.
La campagna di eliminazione dei culti pagani divenne ancora più feroce con Graziano, Valentiniano II e Teodosio I, che ricevette dagli stessi cristiani l’appellativo “il Grande”. Costui pose sotto sequestro tutte le entrate dei centri di culto pagano, punì con l’esilio o con la morte la frequentazione dei templi e la pratica del sacrificio, e vietò manifestazioni di culto persino dentro le mura delle abitazioni private.
La Chiesa annientò le produzioni dell’antica arte religiosa in nome di un fanatismo oscurantista ma, secondo i Gesuiti, la sottrasse alla influenza pagana.
In realtà innumerevoli templi pagani furono saccheggiati e ridotti a cumuli di macerie; molti preti come Marco di Aretusta, Cirillo di Elaiopoli o il vescovo Marcello, che si occupò tra l’altro del tempio di Zeus ad Apamea, si distinsero e divennero famosi come distruttori di monumenti.
Ad Alessandria il vescovo Teofilo rase al suolo i luoghi di culto pagano o li trasformò in chiese e, nel 391 nel tempio di Dioniso, fece personalmente a pezzi, con una mazza, la statua colossale di Serapide, costruita da Briasse, grande artista ateniese.
In seguito, ci si limitò a trasformare i templi pagani in luoghi di culto cristiano; per l’Egitto sono noti 23 casi del genere, per la Siria e la Palestina 32; sulla porta di una chiesa siriana fu scritto: “La dimora degli spiriti maligni è divenuta la casa di Dio”.
Lo stesso metodo venne usato nella contraffazione delle statue e delle immagini degli dei. Nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, Hera fu trasformata in Sant’Elena, sostituendo lo scettro della dea con la croce e la bilancia.
Talvolta una vera e propria trasformazione non fu neppure necessaria; quando, all’incirca nel 500, il Partenone della rocca d’Atene, un tempo consacrato alla vergine Atena, divenne una chiesa, il simulacro di Atena fu fatto passare per l’angelo dell’annunciazione e, la donna seduta davanti, per la madre di Gesù. In Spagna, la Chiesa continuò a servirsi degli altari pagani e si impadronì degli antichi luoghi di culto celando e falsificando le tracce della religione pagana con pesanti ritocchi ed astute e fantasiose allegorie.
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Uno dei maggiori nemici del Paganesimo fu San Martino, ex soldato, elevato al seggio episcopale di Tours e poi promosso patrono dei Francesi; nella sua diocesi, nonostante i contadini si opponessero energicamente alle sue devastazioni “… calpestò altari ed immagini degli dei…”
Nel 382, Ambrogio fece allontanare dalla sala del senato la statua della Vittoria, a dispetto della protesta di alti funzionari statali pagani; il vescovo, si dichiarò solidale con i profanatori di sinagoghe.
Durante il lungo regno di Teodosio (49), furono giustiziati dei bambini che avevano giocato con una statua ridotta in frantumi. Nonostante tali efferatezze, Socrate, lo storico della Chiesa, dichiarava che Teodosio “Superava tutti in mitezza e umanità” e “osservava con precisione tutte le prescrizioni del Cristianesimo”. Egli salì al trono a soli sette anni e la Chiesa poté educarlo molto efficacemente. Nel 416 fece allontanare dagli uffici statali tutti i non cristiani; nel 418 ordinò il rogo di tutta la produzione letteraria anti-cristiana; nel 432 minacciò con l’esilio e l’alienazione del patrimonio la partecipazione ai sacrifici e nel 435 e 538 inflisse la pena di morte per l’esercizio del culto pagano; nel 438 la rafforzò, richiamandosi alle catastrofi naturali causate dal culto degli dei.
L’ultima legge del Codex Theodosianus, una silloge di decreti imperiali da Costantino in poi, così suona: “Noi ordiniamo che tutti i templi, che siano ancora intatti, debbano essere abbattuti per ordine dei funzionari governativi, e che questi luoghi debbano essere purificati con l’innalzamento del segno della venerabile religione cristiana”
Nel nord Africa, dove, a causa del profondo influsso della Chiesa il sentimento antipagano era assai marcato, per Sant’Agostino la distruzione degli antichi luoghi di culto e delle statue degli dei si trasfigurava in atto di autentica devozione.
Ad Alessandria, nel 415, la folla galvanizzata dalla persuasione cristiana assassinò nel modo più brutale Hypatia, ultima grande filosofa del neo platonismo, ammirata in tutto il mondo per la sua dottrina e la sua virtù. Venne assalita alle spalle, trascinata in chiesa, denudata e fatta a pezzi con cocci di vetro. Il fatto di sangue si verificò con il consenso del patriarca, il grande adoratore di Maria e santo della Chiesa Cattolica, Cirillo di Alessandria, e sotto la guida diretta di un dignitario ecclesiastico, di nome Pietro.
Ma la lotta raggiunse l’apice con Pio Giustiniano I (50), il quale emanò direttive dettagliate sulla conversione forzata, ordinò battesimi coatti, rinnovò la pena di morte e dichiarò i pagani incapaci di compiere qualsiasi atto giuridicamente valido.
Tutti i non battezzati ma anche tutti i cristiani esterni alla Chiesa Cattolica, furono privati d’ogni diritto e vennero puniti con la morte, anche se colpevoli di aver esercitato minime attività religiose.
Non è nota alcuna autorevole voce della Chiesa che si sia levata contro la persecuzione dei pagani; piuttosto, alcuni padri della Chiesa, come Gerolamo ed Agostino, rivolsero i propri appelli in senso opposto.
Nel corso degli anni lo stato cristiano, sotto la spinta della Chiesa, condusse tutte le istituzioni pagane al decadimento: i Giochi Olimpici ebbero luogo per l’ultima volta nel
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394; l’Università di Atene, che fra le antiche istituzioni culturali fu quella a mantenersi in vita più a lungo e che fino alla fine aveva rappresentato esclusivamente la filosofia pagana, venne chiusa nel 529 e gli ultimi filosofi non cristiani furono costretti a migrare altrove.
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